Guida della cosmetologa

AHA, BHA e PHAdifferenze, concentrazioni e frequenza d'uso

Gli acidi esfolianti sono il gruppo di attivi più antico e meglio documentato in cosmetologia — e allo stesso tempo quello più facile da sovradosare. Una pelle "lucidita" tre volte a settimana per le prime due settimane appare splendida, poi inizia a bruciare, a reagire a tutto e a produrre più sebo di prima.

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Indice · 11
  1. 01Tre famiglie di acidi
  2. 02Gli acidi concreti — in cosa differiscono
  3. 03La concentrazione non è tutto — contano il pH e l'acido libero
  4. 04Con quale frequenza applicarli
  5. 05Come inserire gli acidi nella routine settimanale
  6. 06Acidi per il corpo
  7. 07Acidi domiciliari e acidi professionali
  8. 08Quando non usarli
  9. 09L'SPF dopo gli acidi non è opzionale
  10. 10Cosa scegliere in J·SKIN LAB
  11. 11Domande più frequenti

Questa pagina chiarisce in cosa differiscono AHA, BHA e PHA, perché la sola concentrazione sull'etichetta dice poco e come impostare la frequenza affinché l'esfoliazione lavori a tuo vantaggio.

Tre famiglie di acidi

Gruppo Solubilità Dove agisce Per chi
AHA — alfa-idrossiacidi (glicolico, lattico, mandelico, malico, citrico) In acqua Superficie dello strato corneo. Allentano i legami tra i corneociti e ne accelerano la desquamazione. Pelle secca, ruvida, con incarnato irregolare, con segni di fotoinvecchiamento.
BHA — beta-idrossiacido (salicilico) Nei grassi Penetra nell'ostio follicolare pieno di sebo. Agisce cheratoliticamente e antinfiammatoriamente. Pelle grassa, mista, con punti neri e pori dilatati.
PHA — poliidrossiacidi (gluconolattone, acido lattobionico) In acqua Molto superficialmente — la molecola più grande penetra più lentamente e più in superficie. Pelle sensibile, con couperose, atopica, e chiunque tolleri male gli AHA classici.

Gli acidi concreti — in cosa differiscono

  • Acido glicolico — la molecola più piccola tra gli AHA, perciò penetra più in profondità e agisce con maggiore intensità. Il più documentato in relazione al fotoinvecchiamento e alla texture. Anche il più irritante.
  • Acido lattico — più delicato del glicolico, inoltre igroscopico, quindi idrata mentre esfolia. Buona scelta per la pelle secca.
  • Acido mandelico — molecola grande, penetrazione lenta e uniforme. L'AHA più sicuro per la pelle con tendenza alle discromie e per i fototipi più scuri.
  • Acido salicilico — l'unico BHA diffuso. Si dissolve nel sebo, perciò agisce dove gli AHA non arrivano: all'interno dell'ostio follicolare. Ha anche azione antinfiammatoria.
  • Gluconolattone e acido lattobionico — PHA con proprietà antiossidanti e idratanti. Effetto più lento, tollerabilità nettamente migliore.
  • Acido azelaico — formalmente un acido dicarbossilico, non AHA né BHA, ma spesso citato insieme a essi. Normalizza la cheratinizzazione, agisce antinfiammatoriamente e influisce sulla melanogenesi. Ben tollerato sulla pelle con couperose.

La concentrazione non è tutto — contano il pH e l'acido libero

Sull'etichetta vedi la concentrazione, per esempio "acido glicolico 10%". È un dato incompleto, perché la forza esfoliante dipende da tre parametri insieme:

  • Concentrazione — quanto acido c'è nella formula.
  • pH — più è basso, maggiore è la quota di acido che resta in forma non dissociata, cioè attiva. La stessa percentuale a pH 3,0 e a pH 4,5 sono due prodotti diversi.
  • Contenuto di acido libero — parametro che unisce i due precedenti e descrive meglio la reale potenza del preparato. Lo indicano pochi produttori, soprattutto nelle linee professionali.

La letteratura sull'impiego degli AHA nei cosmetici indica un intervallo di pH intorno a 3,5–5,0 come ragionevole compromesso tra efficacia e sicurezza per i prodotti destinati all'uso autonomo. I preparati che lavorano a pH più basso appartengono già alla categoria professionale e richiedono il controllo del tempo di esposizione e la neutralizzazione — per questo sono disponibili esclusivamente nella Area dello specialista.

L'acido salicilico nell'Unione Europea è una sostanza regolamentata — la sua concentrazione ammessa dipende dal tipo di prodotto e dal fatto che sia risciacquabile o lasciato sulla pelle. I preparati a concentrazioni più elevate rientrano nell'ambito professionale.

Con quale frequenza applicarli

Tipo di pelle / fase Frequenza
Inizio, qualsiasi pelle 1 volta a settimana per le prime 2–3 settimane, la sera
Pelle grassa, ben tollerante 2–3 volte a settimana
Pelle normale e mista 1–2 volte a settimana
Pelle secca, sensibile, con couperose 1 volta a settimana, preferibilmente PHA o acido mandelico
Pelle con barriera compromessa Zero. Prima la ricostruzione — vedi ceramidi.

Regola fondamentale: l'esfoliazione è uno strumento, non un'abitudine quotidiana. Se dopo due settimane di sospensione degli acidi la pelle appare migliore, e non peggiore, li stavi usando troppo.

Come inserire gli acidi nella routine settimanale

L'errore più frequente non consiste nella scelta sbagliata dell'acido, ma nel fatto che gli attivi si sovrappongono nelle sere consecutive. Di seguito uno schema di esempio per la pelle mista che utilizza contemporaneamente un retinoide e l'esfoliazione — da adattare al proprio caso.

Sera Cosa fai
Lunedì Retinoide
Martedì Cura di supporto: niacinamide, ceramidi
Mercoledì Acido esfoliante
Giovedì Cura di supporto, idratazione
Venerdì Retinoide
Sabato e domenica Rigenerazione — senza attivi

La regola che ordina l'intera settimana: un attivo per sera, e tra due sere intense sempre una tranquilla. Al mattino — indipendentemente dal giorno — idratazione e filtro.

Acidi per il corpo

La pelle del corpo è più spessa e meno sensibile, quindi tollera concentrazioni più alte e un uso più frequente. L'acido salicilico e quello lattico funzionano bene sulla pelle ruvida di braccia e cosce e sui peli incarniti dopo la depilazione. Fanno eccezione le zone di pelle più sottile — décolleté, parte interna delle braccia — dove valgono le stesse regole di prudenza del viso. Il filtro sulle parti scoperte del corpo dopo l'esfoliazione vale come per il viso.

Acidi domiciliari e acidi professionali

Non è una questione di "prodotto più forte", ma di una diversa categoria di trattamento. Il peeling professionale lavora a pH più basso e concentrazione più alta, ha un tempo di esposizione definito, richiede la neutralizzazione e una procedura post-trattamento. Il preparato domiciliare è progettato per agire in sicurezza senza supervisione — in cambio di un effetto più lento.

I risultati migliori si ottengono combinando entrambi: una serie di peeling dalla cosmetologa più un delicato mantenimento a casa, con una pausa nei giorni intorno al trattamento. Il calendario lo stabilisce la cosmetologa, perché dipende dal tipo di acido utilizzato durante il trattamento.

Quando non usarli

  • Su una barriera compromessa: in caso di bruciore, sensazione di pelle che tira, desquamazione, riacutizzazione della dermatite atopica.
  • La stessa notte del retinoide o del perossido di benzoile — scegli un solo attivo per sera.
  • Prima e dopo un trattamento esfoliante — secondo le indicazioni della cosmetologa, di solito 5–7 giorni di pausa prima e fino alla completa ricostruzione dell'epidermide dopo.
  • Su pelle con una manifestazione erpetica attiva, ferite fresche, dopo la ceretta.
  • In caso di isotretinoina orale — decide il dermatologo.
  • Acido salicilico in gravidanza — da confermare con il medico curante; nella pratica clinica lo si affronta con maggiore prudenza rispetto agli AHA.

L'SPF dopo gli acidi non è opzionale

L'esfoliazione rimuove parte dello strato corneo, cioè della protezione naturale contro i raggi UV, e aumenta temporaneamente la sensibilità della pelle al sole. È il meccanismo più frequente per cui un trattamento pensato per migliorare l'incarnato finisce per peggiorarlo. Filtro SPF 50 al mattino, per tutto il periodo d'uso degli acidi e per alcune settimane dopo la fine del trattamento. Dettagli nella guida ai filtri solari, prodotti nella collezione protezione SPF.

Cosa scegliere in J·SKIN LAB

Domande più frequenti

Peeling enzimatico o con acidi?

Quello enzimatico agisce con un meccanismo proteolitico — scompone i legami proteici tra le cellule morte — ed è molto più delicato, perché non dipende dal pH. È un buon primo passo per la pelle sensibile e una buona alternativa nelle settimane in cui l'acido sarebbe troppo forte.

Gli acidi si possono usare in estate?

Sì, con una fotoprotezione costante e preferibilmente a frequenza ridotta. In caso di esposizione intensa programmata al sole — vacanze, montagna, mare — fai una pausa.

La pelle brucia dopo l'applicazione. Sospendere?

Un breve formicolio che si attenua in un minuto può essere normale, soprattutto alle prime applicazioni. Un bruciore che persiste più a lungo, un rossore fino al mattino o la sensazione di pelle "tirata" indicano che il preparato è troppo forte o viene usato troppo spesso.

Gli acidi aiutano contro le cicatrici da acne?

Sulle discromie post-infiammatorie — sì, anche se lentamente e con una fotoprotezione assoluta. Sulle cicatrici atrofiche un cosmetico domiciliare non basta; qui si lavora a livello professionale. È una distinzione onesta che molte descrizioni di prodotto non fanno.

Quanto aspettare per il risultato?

Levigatezza e luminosità: 2–4 settimane. Punti neri e pori: 4–8 settimane con i BHA. Incarnato e discromie superficiali: da 8 settimane in su.

Posso combinare AHA e BHA in un unico prodotto?

Sì, queste formule esistono e hanno senso sulla pelle mista — gli AHA lavorano in superficie, i BHA negli osti follicolari. Considera un prodotto del genere come una dose unica e completa di esfoliazione e non aggiungere nient'altro la stessa sera.